Grave lutto nel mondo
della Formula 1: è morto a 67
anni Clay Regazzoni.
L'ex pilota svizzero (era nato a
Mendrisio) ha avuto un incidente
sull'autostrada A1 tra Milano e
Reggio Emilia allo svincolo con
la Cisa. La macchina di grossa
cilindrata su cui viaggiava si è
scontrata con un camion.
Qualcuno avrebbe visto
sbandare l'auto di Clay
Regazzoni, una Chrysler
Voyager, poco prima che l'ex
pilota della Ferrari andasse a
schiantarsi morendo sull'Autosole,
mentre cercava di raggiungere
Parma. A quanto si
apprende, secondo i primissimi
accertamenti, i traumi
riportati da Regazzoni non
sarebbero compatibili con lo
schianto: probabilmente l'ex
pilota si è sentito male e ha
perso il controllo del mezzo,
un'auto adattata sulla quale è
stata ritrovata anche la
carrozzina su cui Regazzoni era
finito dopo
un drammatico incidente di
diversi anni fa.
La polizia stradale,
attualmente impegnata a
ricostruire la dinamica
dell'incidente, avrebbe
ascoltato anche alcuni testimoni
che in quel momento si trovavano
a percorerre l'autostrada:
automobilisti che, a quanto
pare, avrebbero confermato di
aver visto la Chrysler di
Regazzoni sbandare
improvvisamente. Ma per
conoscere l'esatta dinamica
dell'incidente occorrerà
aspettare ancora alcune ore.
I tifosi di tutto il mondo lo
ricordano alla guida della
Ferrari nelle
stagioni '70-'72 e '74-'76.
Stupì subito il pubblico della
F1, aggiudicandosi con la Rossa,
dopo solo quattro gare di
apprendistato, il Gran Premio
d'Italia e terminando il
campionato al terzo posto
assoluto, alle spalle del
compagno di squadra
Jacky Icks e di
Jochen Rindt.
Nel 1973 passò alla
Brm in squadra con Nicky Lauda e
proprio con il fuoriclasse
austriaco tornò poi a Maranello
costruendo una super squadra
insieme a Luca Cordero di
Montezemolo (direttore sportivo)
e Mauro Forghieri (direttore
tecnico). Lauda si
aggiudicò nel 1975 il titolo
iridato, mentre Regazzoni sfiorò
il trionfo nel 1974, quando
chiuse al secondo posto. In
carriera corse 132 Gran Premi,
con cinque vittorie e
altrettante pole position. Un
campione che nel 1980 vide
troncare la sua carriera per un
grave incidente negli Stati
Uniti (sul circuito di Long
Beach), che lo costrinse a
rimanere paralizzato alle gambe.
Negli anni successivi rimase
vicino al mondo della Formula 1
e tanti fan del Circus lo
ricordano come commentatore di
moltissimi Gran Premi e
opinionista sportivo.