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27 Luglio 2007                 (norizie correlate) - (full menu)
Todt attacca la McLaren
 
Ha preferito lasciar trascorrere almeno ventiquattro ore, ma il tempo non è servito a calmare la rabbia di Jean Todt dopo la sentenza della Fia che ha assolto la McLaren in merito alla spy story della Formula 1.

L'amministratore delegato della Ferrari ha affidato ad un comunicato, pubblicato sul sito del Cavallino, il proprio disappunto. "Sono amareggiato: quello che è avvenuto è grave - si legge - Da una parte è stato emesso un giudizio di colpevolezza, dall'altra si è ritenuto di non dare alcuna sanzione: non riesco a capire. Durante la riunione i vertici della McLaren, nessuno escluso, hanno ammesso che il loro chief designer ha ottenuto sin dal marzo scorso, prima del GP d'Australia, dei documenti da parte di Nigel Stepney".

"Alcune di queste informazioni sono state selezionate per preparare una richiesta di chiarimento alla FIA, indirizzata chiaramente contro di noi visto che per tutto il weekend di Melbourne, il team principal della McLaren e i suoi più stretti collaboratori rilasciavano dichiarazioni in cui mettevano in dubbio la legalità di 'certe macchine'. Quindi, tali informazioni sono state usate per ottenere un vantaggio nei nostri confronti: non attraverso un aumento delle loro prestazioni bensì attraverso una limitazione della nostra".
 
La Ferrari non ci sta
 

Dopo la sentenza della Fia che ha assolto la McLaren, la Ferrari sembra intenzionata ad andare avanti nella difesa della propria posizione.

"Voglio dire a tutti i tifosi che ci stanno contattando da tutto il mondo, offesi per la decisione presa ieri a Parigi, che possono stare tranquilli perchè questa storia non finirà qui", ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo, lasciando Maranello per recarsi a Roma.

Anche Jean Todt ha fatto capire che la Ferrari sta prendendo in considerazione l'ipotesi di un ricorso: "Siamo riflettendo su cosa fare dopo l'incomprensibile e grave sentenza di Parigi".

 

Il Cavallino si imbizzarrisce
  • E' dura la reazione della Ferrari alla sentenza del Consiglio Mondiale della Fia, che ha assolto la McLaren in merito al caso di spionaggio ai danni della Rossa.

    "La Ferrari prende atto che la Vodafone McLaren Mercedes sia stata giudicata colpevole dal Consiglio Mondiale della Fia. Ritiene tuttavia che sia incomprensibile che, una volta accertata la violazione del principio fondamentale della lealtà sportiva, non sia una conseguenza logica ed inevitabile comminare una sanzione- si legge in una nota diffusa da Maranello -. Questa decisione legittima comportamenti sleali in Formula Uno e crea un precedente molto grave. La decisione del Consiglio Mondiale significa infatti che il possesso, la conoscenza fino ai massimi vertici e l'utilizzo accertato da parte di una squadra di informazioni altamente confidenziali raccolte in maniera illecita e l'acquisizione di informazioni confidenziali nel corso di diversi mesi rappresentano una violazione non sanzionabile".

    "Va ricordato che il fatto che la Vodafone McLaren Mercedes fosse in possesso di tali informazioni è stato scoperto in maniera del tutto casuale e che, a difetto, la stessa squadra avrebbe continuato a disporne - prosegue il comunicato -. Tutto ciò è tanto più grave in quanto avviene in una disciplina sportiva come la Formula Uno in cui sono i dettagli a fare la differenza. La Ferrari giudica che tutto ciò sia fortemente pregiudizievole per la credibilità di questo sport. Proseguirà le azioni legali già in corso sul piano penale in Italia e su quello civile in Inghilterra".

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    McLaren assolta, per ora
    La McLaren è stata assolta da ogni accusa e non verrà punita dalla Federazione Internazionale dell'Automobile in merito al caso di spionaggio ai danni della Ferrari. Lo ha stabilito il Consiglio Mondiale della Fia, riunitosi a Parigi nella giornata di giovedì.

    "E' stato appurato che la McLaren-Mercedes fosse in possesso di informazioni appartenenti alla Ferrari, ma non ci sono prove sufficienti per dire che queste informazioni siano state usate impropriamente - si legge in una nota diffusa dalla Fia -. Per questo si è deciso di non infliggere nessuna punizione".

    "Tuttavia, se in futuro si scoprisse che i documenti sono stati usati per falsare le gare, la Fia si riserva il diritto di richiamare a giudizio la McLaren-Mercedes e di escluderla non solo dal campionato 2007 ma anche da quello 2008 - continua il comunicato stampa -. Si invitano infine i signori Stepney e Coughlan a mostrare la loro innocenza al fine di non essere squalificati".

     

    Dennis non del tutto soddisfatto
    La McLaren viene assolta, ma Ron Dennis si dice comunque "non del tutto soddisfatto" dal verdetto del Consiglio Mondiale della Fia.

    Secondo il patron della scuderia di Woking "la pena è adeguata al reato", ma probabilmente a Dennis non è piaciuta la seconda parte della sentenza, in cui la Fia ha fatto sapere di essersi riservata il diritto di rivedere la decisione presa a Parigi, qualora in futuro emergesse che il team anglo-tedesco ha utilizzato i documenti trovati in possesso del suo tecnico Mike Coughlan per falsare le gare.

    L'assoluzione per la McLaren è infatti arrivata per insufficienza di prove.

     

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