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Todt attacca la McLaren
L'ex capo meccanico della rossa di Maranello però si dice tranquillo
Caso Ferrari-McLaren: spie a tutto gas
Stepney a Imola «Sono innocente». Indagata anche la moglie di Coughlan
 

 

PAVULLO (MODENA) - Jeans e polo verde, piuttosto abbronzato, riesce pure ad accennare un mezzo sorriso. Compare così, davanti all'ingresso secondario dello studio dei suoi avvocati, attorno alle 19, sessanta minuti dopo l'ora fissata per l'appuntamento, Nigel Stepney, l'ex capo meccanico della Ferrari indagato per tentato sabotaggio, furto di informazioni tecniche e una serie di altre ipotesi di reato ancora poco chiare (si può andare dallo spionaggio industriale alla più grave ricettazione).

Il corvo rosso, come ormai lo chiamano, passa dai garage e raggiunge lo studio, evitando l'ingresso principale di un bel palazzo nel centro di Pavullo (Appennino modenese) che, guarda te, si chiama proprio Palazzo Ferrari. Lo aspettavano in molti: i giornalisti e i cameraman, gli avvocati, i carabinieri che gli hanno notificato un verbale di identificazione, e, in realtà, continua ad aspettarlo anche il pm Giuseppe Tibis, che, prima o poi, dovrà interrogarlo. Così, alla fine di una lunghissima giornata, iniziata per Stepney dall'altra parte del mondo, nelle Filippine, da cui è rientrato proprio ieri («La mia vacanza? Bella, peccato che sia finita»), manderà gli avvocati a raccontare la sua prima e abbozzata verità. «Sono molto molto tranquillo, sicuro di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. So che la giustizia ha tempi lunghi, ma io sono fiducioso che alla fine proverò la mia innocenza. Mike Coughlan? Certo che lo conosco, abbiamo lavorato assieme, ma niente di più. Con lui ho sempre avuto normali rapporti professionali». Il testo è di Stepney, la voce che lo riferisce è quella di Barbara Pini, uno dei suoi legali.

Lui, il protagonista di un'incredibile spy story che rischia di sconvolgere la Formula 1, per ora entra ed esce da porte secondarie, sceglie un profilo basso, non si mostra, se ne va attorno alle dieci e un quarto su una Mazda (in fondo una Ferrari non sarebbe il caso e una Mercedes men che meno), direzione con ogni probabilità la casa di uno degli avvocati, dove Stepney ha passato la notte. Ma il primo giorno del suo ritorno in Italia, dopo quella che lui continua a chiamare «una vacanza con compagna e figlia programmata da tempo e prenotata attraverso l'agenzia viaggi interna alla Ferrari, cosa facilmente dimostrabile » gli ha fatto immediatamente capire che sarà difficile d'ora in poi mimetizzarsi. Due perquisizioni da parte della polizia postale nella sua villa di Serramazzoni, tre ore con gli avvocati, e un altrettanto lungo confronto con carabinieri e polizia per la notifica degli atti, il verbale di identificazione di cui si è detto e l'elezione di domicilio, che sostanzialmente sostituiscono l'avviso di garanzia. Ecco, le perquisizioni: ce n'era già stata una giorni fa, ma quella era per la polverina, e i carabinieri avevano sequestrato tutto quello che poteva assomigliare al materiale ritrovato vicino ai serbatoi delle due F2007. Ieri la polizia postale ha cercato ben altro: prove dello spionaggio e del passaggio di materiale dal cuore della Ferrari al centro della McLaren. In mattinata sono state sequestrate raccomandate e diversi documenti. Nel pomeriggio, quattro agenti sono usciti dallo studio degli avvocati dopo aver parlato con Stepney per tornare a prendere altro materiale, probabilmente il computer portatile. Ad aprir loro la porta della villa, Ash, la bellissima compagna di Nigel, che poi ha lasciato l'abitazione. «È stato sequestrato qualcosa in casa, è vero, ma niente di rilevante», minimizza l'avvocato Sonia Bartolini. Vedremo.

In fondo, sono moltissimi i punti poco chiari di questa vicenda che, ogni giorno, sembra rivelare qualcosa di nuovo. E l'impressione è che ne sia emersa solo una punta. Lo conferma anche il pm Tibis: «È vero, c'è dell'altro ». Per esempio, c'è un altro indagato, ma in Inghilterra, accanto a Stepney e Coughlan, il capo progettista della McLaren che ha ricevuto 700 pagine di dettagliatissime informazioni sulla Ferrari: si tratta della moglie di Coughlan, Trudy, non estranea al mondo della F1 visto che in passato ha lavorato alla Tyrrel. Se sia indagata per favoreggiamento o se sia pienamente implicata nello scambio di dati ancora non si sa. Il trio pare che sia comunque stato smascherato da un personaggio misterioso: una terza persona «estranea al mondo della F1» come ha rivelato ieri la Ferrari che ha precisato «la circostanza che uno dei responsabili tecnici McLaren fosse in possesso di informazioni altamente riservate». I legali della Rossa si sono rivolti all'Alta Corte che ha disposto la perquisizione a casa Coughlan: dove sono state trovate le prove, una delle poche cose sicure di questa brutta e complicata storia.

La casa giapponese conferma che l'inglese della Ferrari ha chiesto e ottenuto nei mesi scorsi un incontro insieme al collega della McLaren con Nick Frey. "Ci hanno contattati ma non fu offerta né ricevuta alcuna informazione confidenziale"

L'inglese Nigel Stepney, ai tempi della sua militanza in Ferrari

SILVERSTONE (Inghilterra), 6 luglio 2007 - Entra un terzo team nella spy story tra la Ferrari e la McLaren. A parlarne, nella conferenza stampa al termine delle prove libere, è stato il patron della scuderia britannica, Ron Dennis, che oggi ha avuto un incontro con Bernie Ecclestone, Jean Todt e con il presidente della Fia Max Mosley. Dennis non ha però voluto fare nomi, ma nel paddock oggi è circolato con insistenza quello della Honda. Si tratta solo di voci che non sono state confermate. A parlarne, in particolare, è stato il periodico tedesco Auto Motor und Sport secondo cui l' ex ferrarista Nigel Stepney avrebbe offerto informazioni riservate anche al team giapponese che avrebbe però rifiutato. Nel paddock di Silverstone si vocifera inoltre che Mike Coughlan, sospeso dalla McLaren perché coinvolto nell'inchiesta in seguito all'esposto della Ferrari, era proprio in procinto di passare alla Honda. Secondo Auto Motor und Sport i due tecnici puntavano a raccogliere più informazioni possibile da passare poi alla Honda.

PARLA LA HONDA - Immediata la reazione della Casa giapponese. "In relazione alle speculazioni riguardo le investigazioni legali della Ferrari e della McLaren - è precisato in una nota - il team Honda Racing F1 vuole chiarire che nel corso di quest'anno Nigel Stepney, ex membro della Ferrari, aveva richiesto un incontro con Nick Fry, amministratore delegato dell'Honda Racing F1 Team. Nigel Stepney in seguito si è incontrato nel giugno di quest'anno con Nick Fry e assieme a lui ha portato Mike Coughlan della McLaren per verificare la possibilità di opportunità di lavoro all'interno del team Honda Racing F1 Team. La Honda vuole chiarire che al momento della discussione non fu data alcuna informazione confidenziale. Non fu né offerta né fu ricevuta. Nick Fry informò in seguito Jean Todt e Ron Dennis del meeting e si è offerto di fornire qualsiasi informazione sia richiesta dalla Ferrari o dalla McLaren".

DENNIS: "STIAMO COLLABORANDO" - Ecco le parole di Dennis: "C'è un terzo team implicato nella vicenda, non voglio e non posso scendere nei particolari, stiamo collaborando gomito a gomito con la Federazione e con la stessa Ferrari, con la nostra massima disponibilità e in piena trasparenza. Ci vorrà del tempo per capire che non abbiamo usato progetti o idee di altre scuderie ma alla fine la verità verrà fuori. Siamo onesti, corretti, come persone e come team. È una situazione complessa, per il futuro vogliamo trovare metodi e procedure che ci permettano di competere lealmente e senza sospetti. La McLaren è gran parte della mia vita. Sono deluso ma non posso controllare tutti nello stesso momento nel team. La nostra inchiesta interna, indipendente, ha dimostrato categoricamente che non abbiamo mai usato la proprietà intellettuale di altri e abbiamo offerto alla Federazione un rapporto tecnico dettagliato e completo che ci scagiona in ogni senso. So che Jean Todt è preoccupato, lo capisco, per me è un'esperienza dolorosa ma ne verremo fuori, a testa alta, puliti, a posto con la nostra coscienza

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