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Formula Uno - NEWS
 
22 ottobre 2006
Niente miracolo per Schumi
Non è riuscito il miracolo a Michael Schumacher. Sarà Fernando Alonso il campione del mondo 2006 di Formula Uno.

Il tedesco, che aveva rimontato fino al quinto posto, nel corso del nono giro del Gran premio del Brasile è entrato in contatto con Giancarlo Fisichella ed è stato costretto ai rientrare ai box per sostituire il pneumatico posteriore sinistro.

A questo punto, con un giro da recuperare, nulla al mondo potrà consentire al tedesco di chiudere la sua carriera con un trionfo.

I numeri di Schumi

I numeri di Michael Schumacher:

Esordio in Formula 1: GP Belgio 1991 (22 anni e 234 giorni)
GP disputati: 250
GP vinti: 91
Primo GP vinto: GP Belgio 1992 (23 anni e 240 giorni)
Pole position: 68
Giri veloci: 76
Podi: 154
Punti iridati: 1369
Mondiali vinti: 7 (1994 e 1995 su Benetton, 2000, 2001, 2002, 2003 e 2004 su Ferrari)

Schumi, la Rossa in regalo
La Ferrari ha regalato a Michael Schumacher la F248 F1, telaio numero 255, con cui ha corso l'ultimo Gran Premio della carriera. Al party d'addio, organizzato dall'amico e compagno Felipe Massa in uno dei locali più belli di San Paolo (Casa Fasano), c'erano un numero relativamente ristretto di amici e compagni di lavoro del tedesco.

La sorpresa piu' bella per il sette volte iridato è stato il dono dell'ultima vettura usata in Formula 1 da parte dalla scuderia di Maranello. Tra gli invitati anche il successore di Schumi in Ferrari Kimi Raikkonen, il grande capo della BMW Mario Theissen e l'ex compagno di Michael al cavallino Rubens Barrichello.
I successi di Schumi
Nel 1992, in Belgio, Michael Schumacher ha vinto il suo primo Gran premio. A quei tempi il fenomenale pilota tedesco era al volante di una Benetton.

Quattordici anni dopo, a bordo di una Ferrari, il pluricampione del mondo è passato per l'ultima volta per primo sotto a una bandiera a scacchi: è successo a Shanghai, in Cina, a ottobre.

Ecco l'elenco di tutti i Gran premi vinti dall'asso di Kerpen.

1992
GP del Belgio (Spa), 30 agosto

1993
GP del Portogallo (Estoril), 26 settembre

1994
GP del Brasile (Interlagos), 27 marzo
GP del Pacifico (Aida), 17 aprile
GP di San Marino (Imola), 1° maggio
GP di Monaco (Montecarlo), 15 maggio
GP del Canada (Montreal), 12 giugno
GP di Francia (Magny-Cours), 3 luglio
GP d'Ungheria (Hungaroring), 14 agosto
GP d'Europa (Jerez) - 16 ottobre

1995
GP del Brasile (Interlagos), 26 marzo
GP di Spagna (Barcellona), 14 maggio
GP di Monaco (Montecarlo), 28 maggio
GP di Francia (Magny-Cours), 2 luglio
GP di Germania (Hockenheim), 30 luglio
GP del Belgio (Spa), 27 agosto
GP d'Europa (Nurburgring), 1° ottobre
GP del Pacifico (Aida), 22 ottobre
GP del Giappone (Suzuka), 29 ottobre

1996
GP di Spagna (Barcellona), 2 giugno
GP del Belgio (Spa), 25 agosto
GP d'Italia (Monza), 8 settembre

1997
GP di Monaco (Montecarlo), 11 maggio
GP del Canada (Montreal), 15 giugno
GP di Francia (Magny-Cours), 29 giugno
GP del Belgio (Spa), 24 agosto
GP del Giappone (Suzuka), 12 ottobre

1998
GP d'Argentina (Buenos Aires), 12 aprile
GP del Canada (Montreal), 7 giugno
GP di Francia (Magny-Cours), 28 giugno
GP di Gran Bretagna (Silverstone), 12 luglio
GP d'Ungheria (Hungaroring), 16 agosto
GP d'Italia (Monza), 13 settembre

1999
GP di San Marino (Imola), 2 maggio
GP di Monaco (Montecarlo), 16 maggio

2000
GP d'Australia (Melbourne), 12 marzo
GP del Brasile (Interlagos), 26 marzo
GP di San Marino (Imola), 9 aprile
GP d'Europa (Nurburgring), 21 maggio
GP del Canada (Montreal), 18 giugno
GP d'Italia (Monza), 10 settembre
GP degli Stati Uniti (Indianapolis), 24 settembre
GP del Giappone (Suzuka), 8 ottobre
GP della Malesia (Sepang), 22 ottobre

2001
GP d'Australia (Melbourne), 4 marzo
GP della Malesia (Sepang), 18 marzo
GP di Spagna (Barcellona), 29 aprile
GP di Monaco (Montecarlo), 27 maggio
GP d'Europa (Nurburgring), 24 giugno
GP di Francia (Magny-Cours), 1° luglio
GP d'Ungheria (Hungaroring), 19 agosto
Gp del Belgio (Spa), 2 settembre
GP del Giappone (Suzuka), 14 ottobre

2002
GP d'Australia (Melbourne), 3 marzo
GP del Brasile (Interlagos), 31 marzo
GP di San Marino (Imola), 14 aprile
GP di Spagna (Barcellona), 28 aprile
GP d'Austria (Zeltweg), 12 maggio
GP del Canada (Montreal), 9 giugno
GP di Gran Bretagna (Silverstone), 7 luglio
GP di Francia (Magny-Cours), 21 luglio
GP di Germania (Hockenheim), 28 luglio
GP del Belgio (Spa), 1° settembre
GP del Giappone (Suzuka), 13 ottobre

2003
GP di San Marino (Imola), 20 aprile
GP di Spagna (Barcellona), 4 maggio
GP d'Austria (Zeltweg), 18 maggio
GP del Canada (Montreal), 15 giugno
GP d'Italia (Monza), 14 settembre
GP degli Stati Uniti (Indianapolis), 28 settembre

2004
GP d'Australia (Melbourne), 7 marzo
GP della Malesia (Sepang), 21 marzo
GP del Bahrein (Sakhir), 4 aprile
GP di San Marino (Imola), 25 aprile
GP di Spagna (Barcellona), 9 maggio
GP d'Europa (Nurburgring), 30 maggio
GP del Canada (Montreal), 13 giugno
Gp degli Stati Uniti (Indianapolis), 20 giugno
GP di Francia (Magny-Cours), 4 luglio
GP di Gran Bretagna (Silverstone), 11 luglio
GP di Germania (Hockenheim), 25 luglio
GP d'Ungheria (Hungaroring), 15 agosto
GP del Giappone (Suzuka), 10 ottobre

2005
GP degli Stati Uniti (Indianapolis), 19 giugno

2006
GP di San Marino (Imola), 23 aprile
GP d'Europa (Nurburgring), 7 maggio
GP degli Stati Uniti (Indianapolis), 2 luglio
GP di Francia (Magny-Cours), 16 luglio
GP di Germania (Hockenheim), 30 luglio
GP d'Italia (Monza), 10 settembre
GP di Cina (Shanghai), 1° ottobre

La storia di Schumi

Nato il 3 gennaio 1969 a Hurt Hermulheim, Michael Schumacher inizia a guidare all'età di quattro anni facendo pratica con i kart sul circuito di Kerpen, di cui il padre era il gestore.

Debutta in Formula 1 nel 1991 al volante della Jordan in occasione del GP del Belgio di Spa: qualificatosi con un brillante settimo posto, in gara è costretto al ritiro dopo poche centinaia di metri per la rottura della frizione. Flavio Briatore, direttore del team Benetton, nota il suo talento e lo ingaggia subito. Nel 1992 vince il suo primo GP proprio a Spa, alla fine della stagione si piazza terzo nella classifica iridata e inizia a delinearsi la rivalità con il fuoriclasse brasiliano Ayrton Senna. Nel 1994 e nel 1995 vince i suoi primi due titoli mondiali, prevalendo sull'inglese Damon Hill, e prende una decisione fondamentale per il proprio futuro professionale, firmando un contratto con la Ferrari.

La scuderia del Cavallino è in grave difficoltà. Schumacher viene ingaggiato per riportare a Maranello il titolo mondiale piloti che manca dal lontano 1979, quando si impose il sudafricano Jody Schekter. La stagione 1996 è caratterizzata da alti e bassi. Il tedesco vince tre GP, il primo dei quali in Spagna, e conclude il campionato al terzo posto. L'anno successivo lotta per il titolo fino all'ultima gara di Jerez, dove tenta di mettere fuori causa il canadese Jacques Villeneuve, rivale per la vittoria finale, mentre questi lo sorpassava. Tuttavia Villeneuve ha la meglio e la FIA punisce Schumacher escludendolo dalla classifica iridata. Anche nel 1998 si arriva alla gara decisiva, questa volta a Suzuka, ma il tedesco è costretto a rinviare ancora l'appuntamento con il successo, appannaggio del finlandese Mika Hakkinen. La fortuna non lo assiste neanche l'anno seguente: in luglio a Silverstone un incidente gli provoca la rottura della gamba destra, che lo terrà lontano dai circuiti fino alla penultima gara.

Il 2000 è finalmente l'anno buono. Il titolo mondiale arriva a Suzuka l'8 ottobre, dopo un appassionante testa a testa con Hakkinen. Schumacher domina i campionati successivi fino al 2004, anno del suo settimo titolo iridato. Il ciclo si interrompe nel 2005, quando la Ferrari è nettamente inferiore alle scuderie rivali. Il tedesco riesce ad imporsi solamente nel GP di Indianapolis, passato alla storia perché vi partecipano solo sei vetture: le altre si ritirano per problemi di affidabilità delle gomme.

Nel 2006 l'avvio è difficile e, dopo il GP di Montreal, Schumacher arriva ad avere 25 punti di svantaggio dallo spagnolo Fernando Alonso. Qui inizia una grande rimonta. Il ferrarista vince a Indianapolis, Magny-Cours e Hockenheim, poi si impone a Monza dove annuncia il suo ritiro al termine della stagione. Il trionfo di Shanghai consente l'aggancio in testa alla classifica ad Alonso, superato per numero di gare vinte. Ma a Suzuka e ad Interlagos la sfortuna si accanisce contro il tedesco, che dopo aver recuperato tanti punti sul rivale spagnolo chiude la carriera dovendosi accontentare del secondo posto nel campionato piloti.