MARCO PANTANI

Il cadavere è stato trovato in un residence di Rimini,
nella stanza c'erano scatole di ansiolitici. Aperta un'inchiesta: lunedì sarà
effettuata l'autopsia
14 febbraio 2004 - Marco Pantani è stato trovato morto questa sera in un
residence di Rimini. Aveva 34 anni. Il cadavere del corridore è stato
rinvenuto in una stanza del residence Le Rose di Rimini. Sono stati i gestori
dello stesso residence a dare l'allarme. Ancora da chiarire le cause del
decesso.
Secondo le prime ricostruzioni Pantani aveva preso alloggio dal 9 febbraio, da
solo, al residence hotel Le rose, che si trova in viale Regina Elena, sul
lungomare di Rimini. Al personale dell'albergo era apparso strano e a tratti
assente. A dare l'allarme, verso le 21.30 di questa sera, è stato il
portiere. Pantani era stato visto per l'ultima volta nel pomeriggio, quindi il
personale del residence, insospettito dal fatto di non averlo visto scendere,
ha bussato inutilmente alla camera al quinto piano, trovando anche difficoltà
ad aprire la porta che era chiusa dall'interno. Quando finalmente è stato
possibile entrare nella stanza, Pantani è stato trovato riverso e privo di
vita. La polizia che ha effettuato i sopralluoghi, ha rilevato la presenza di
alcune confezioni di ansiolitici a basso dosaggio che, se assunti in dosi
elevate, possono procurare la morte. Esclusa, invece, la presenza di
stupefacenti e alcol, e di ferite o punture sul corpo del corridore. Nella
stanza sono stati trovati alcuni scritti di carattere personale, non
riconducibili però alla morte. Gli ultimi a vedere Pantani in vita sarebbero
stati alcuni giocatori stranieri della squadra di basket di Rimini che
risiedono nello stesso hotel, e che lo avevano salutato la sera del 13
febbraio. Intorno alle 10 del mattino, aveva bussato la donna delle pulizie,
ma senza ottenere risposta.
Da poco passata la mezzanotte e mezzo, è arrivata al residence la sorella di
Marco, Manola, che, protetta da alcuni conoscenti, ha varcato la piccola folla
di giornalisti e cineoperatori per poi entrare nell'hotel. "Andate via,
andate via", ha gridato la donna ai fotografi e ai cameraman che la
stavano riprendendo. La bara con il cadavere di Pantani ha lasciato il
residence all'1.25. Alla partenza per l'obitorio dell'ospedale Infermi di
Rimini, la folla di circa 200 persone ha salutato con un lungo applauso. Al
termine dei sopralluoghi del pubblico ministero Paolo Gengarelli e del medico
legale professor Fortuna dell'Università di Bologna è stato precisato che la
morte risale alle 17 di sabato 14 febbraio. E' stata disposta l'autopsia che
verrà effettuata lunedì.
"È una cosa talmente grande che non mi sembra vera". È la prima
reazione del c.t. della nazionale italiana di ciclismo Franco
Ballerini alla notizia della morte di Pantani. "Con Marco non ho
mai avuto molti contatti perché era difficile parlare - continua - avevo
notizie da amici e dal presidente del club di Cesenatico. Non ho parole, è
impossibile
trovare delle parole".
Con la voce rotta dal pianto Davide
Cassani, a Sport2 Sera, ha commentato la scomparsa di Pantani. Perché
è successo? "Vorrei capirlo anch'io -ha detto - trovare le parole è
impossibile, sono stato con lui nel '97 dopo l'incidente e abbiamo passato dei
momenti straordinari, ma so che adesso passava un momento difficile della sua
vita, era affondato in un vortice... Sono veramente affranto". Quando lo
ha sentito per l'ultima volta? "Un mese fa: era profondamente
amareggiato, cambiato, non era più lui, era un altro uomo". E' stato
aiutato Pantani dal mondo del ciclismo? "Qualcuno lo ha aiutato, altri
no. Pantani ha avvicinato tanta gente al mondo del ciclismo. Anche oggi mi
chiedevano come stava, quando tornava. Lui non era più lui, era così
amareggiato. E io sono affranto".
Poche parole da Moreno
Argentin a commento della morte di Pantani. "Mi dispiace per
lui". Poi nessun'altra parola. "Mi dispiace, veramente mi
dispiace". ""Sono sconvolto, è una tragedia - ha dichiarato Mario
Cipollini -. Quando succedono cose del genere non ci sono parole".
Così anche Mario
Scirea, che è con Cipollini e la Domina al Giro del Mediterraneo:
"Siamo tutti sconvolti. È un colpo micidiale, una notizia che non mi
sarei mai aspettato". "Sono sconvolto, traumatizzato - dice Felice
Gimondi -. Marco ha pagato tutto a caro prezzo - ha aggiunto Gimondi -
Per anni è stato nell'occhio del ciclone dopo essere stato il numero uno al
mondo. E poi si era isolato da solo. Era fragile".
Un ringraziamento particolare a http://www.gazzetta.it/
da cui sono stati tratti i
contenuti.
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