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8/9/2006

Afghanistan, bomba contro italiani

Sono 4 i militari rimasti feriti

Dopo l'autobomba contro l'ambasciata Usa, che ha fatto 16 morti (di cui 7 stranieri), un secondo ordigno è esploso al lato di una strada al passaggio di un mezzo di pattuglia italiano: i quattro militari italiani a bordo sono rimasti feriti. Uno dei quattro soldati ha riportato ferite più gravi, ma non sembra essere in pericolo di vita.

L'attentato è avvenuto intorno alle ore 9 locali (6.30 ora italiana) nei pressi di Farah, nella zona di responsabilità del Comando Rc West (Regional Command West) a guida italiana dell'Isaf. Uno dei soldati è rimasto ferito in modo più grave, ma non è in pericolo di vita.

"Si tratta di un attentato provocato da un ordigno esplosivo improvvisato, probabilmente Ied, che ha colpito una nostra pattuglia mentre svolgeva compiti di pattugliamento". Lo ha detto il ministro della Difesa Arturo Parisi durante la deposizione della corona in memoria ai caduti presso Porta San Paolo a Roma. "Non ci sorprende - ha continuato Parisi - appartiene all'ordine delle cose. I nostri soldati sono attrezzati e preparati ad evitare eventi del genere e l'apparato di sicurezza è intervenuto tempestivamente dimostrando che la presenza è localizzata in modo adeguato agli obiettivi e ai rischi".

Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla bomba. Gli accertamenti sono affidati al capo del pool antiterrorismo Franco Ionta che attende una informativa sulla dinamica dell'attentato. Il reato configurato è strage con finalità di terrorismo

Kabul, autobomba ad ambasciata Usa

16 morti, i talebani rivendicano

Un'autobomba guidata da un kamikaze è esplosa nei pressi dell'ambasciata americana nel centro di Kabul, facendo diverse vittime. Lo si apprende da fonti della polizia e giornalistiche. Sarebbero morti almeno 16 persone, tra cui 7 stranieri. L'esplosione, rivendicata dai talebani, è avvenuta a un incrocio situato a meno di 100 metri dalla superprotetta rappresentanza diplomatica.

Un poliziotto sul posto ha detto che si è trattato di una forte esplosione, prodottasi su un'arteria molto frequentata della capitale a qualche decina di metri da un rotatoria che si trova vicina all'ambasciata Usa. I sette stranieri, secondo la polizia, sono soldati o contractor stranieri, forse statunitensi. Secondo alcuni testimoni, sembra che l'attentatore avesse preso di mira un convoglio di mezzi dell'Isaf, la forza di interposizione della nato di cui fa parte anche l'Italia. 

"Alcuni (morti) sono ridotti in brandelli", ha detto un poliziotto mentre squadre di soccorso spengono le auto incendiate, raccolgono i pezzi di corpo e lavano il sangue dal luogo dell'attentato, un incrocio-rotatoria a meno di 100 metri dall'ambasciata Usa, nel pieno della zona verde, superprotetta. La polizia ha detto che è insolito che l'attentato sia stato compiuto venerdì, nel giorno di preghiera, per di più a pochi minuti dalla preghiera di mezzogiorno.

28/8/2006

Afghanistan, attentato suicida

Morte 17 persone, ferite altre 50

Un attentato kamikaze in un bazar di Lashkar Gah, capitale della provincia meridionale di Helmand, nel sud dell'Afghanistan, ha provocato la morte di 17 persone e il ferimento di altre 50, tra le quali molti bambini. Secondo alcuni testimoni, un uomo, imbottito di esplosivo, si è lanciato contro un ex capo della polizia ai tempi del regime comunista, Naw Khan Noorzai, e si è fatto saltare in aria.

L'attentato è stato confermato anche da un portavoce delle forze Nato nel sud del paese, il comandante Scott Lundy, anche se non è stato in grado di stabilire con precisione il numero delle vittime. Tra i feriti, ci dovrebbero essere almeno 15 bambini.

Non è ancora chiaro quale fosse l'obiettivo del kamikaze. La polizia non esclude che la cintura imbottita di bombe sia esplosa in anticipo.

La provincia di Helmand, dove c'è un'importante produzione di oppio, è una delle zone dove sono più attivi gli insorti legati al deposto regime dei Taleban.

31/07/2006

Afghanistan, autobomba a Jalalabad

Nell'attentato 6 morti e 16 feriti

Un'autobomba è esplosa davanti una moschea di Jalalabad a est di Kabul, uccidendo 6 persone e ferendone 16. Il bersaglio era il governatore della provincia di Nangarhar, Gul Afgha Sherzai, il quale si trovava con altre persone davanti alla moschea. Sherzai, incolume, ha dato la colpa ai talebani. L'attacco arriva nel giorno in cui la forze Nato assumono il comando della parte meridionale del Paese, la più turbolenta.

Tra le vittime ci sono due guardie del corpo del governatore Shirzoi, che si è salvato per aver lasciato la moschea di Najmudin Akhundzada pochi minuti prima dell'esplosione. L'attentato è avvenuto mentre un gruppo di persone era riunito per rendere omaggio all'ultimo leader della resistenza afghana, Mawlawi Yunus Khalis, morto recentemente in Pakistan.

In passato Shirzoi è scampato a numerosi attentati. Non c'è stata finora alcuna rivendicazione dell'attacco. Il ministero dell'Interno ha accusato i nemici dell'Afghanistan, un termine di solito usato per indicare i talebani. Sempre nell'est dieci talebani sono stati uccisi e altri 14 arrestati domenica durante alcuni scontri con le forze afghane, impegnate in una vasta operazione vicino al confine pachistano. Lo ha reso noto lunedì il ministero della Difesa.

La Nato, presente nel nord e nell'ovest, oltre che a Kabul, controllerà anche il sud dell'Afghanistan, una delle zone più pericolose, dove i ribelli sono ancora attivi. Il compito è di riportare la sicurezza cercando di favorire una ripresa economica.

Si tratta della più grossa e pericolosa missione di terra in 57 anni di storia. Da lunedì opereranno sotto le insegne della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) ottomila soldati di 37 paesi distaccati nelle sei province di Helmand, Kandahar, Nimroz, Uruzgan, Zabul e Day Kundi.

5/07/2006

Afghanistan, attacco Usa: 35 morti

Colpita una roccaforte talebana nel Sud

Le forze a guida americana in Afghanistan hanno ucciso almeno 35 insorti in un attacco ad una roccaforte dei talebani nella provincia meridionale di Helmand. Lo ha reso noto un comunicato della forza internazionale, che ha precisato: "Nessun membro della coalizione combattente o non combattente è rimasto ferito".

Al momento dell'operazione, i ribelli erano riuniti in un villaggio nel distretto di Musa Qala . "Tutti sono stati uccisi", ha affermato il portavoce della coalizione Chris Miller, mentre non vi sono stati feriti fra le forze della coalizione e fra i civili. Il raid fa parte dell'offensiva militare "Mountain Thrust", operazione lanciata agli inizi di giugno contro i ribelli filotalebani asserragliati nel sud dell'Afghanistan e che fino a oggi ha portato all'uccisione di più di mille persone

 

 

Un ringraziamento a www.tgcom.mediaset.it per le fonti