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09 maggio 2006

Nel mirino, in modo particolare, Luciano Moggi, il direttore
generale della Juventus, da anni accusato di manovrare a propria discrezione
il mondo del calcio, e ora incastrato alle proprie responsabilità dalle
telefonate registrate dagli uomini della Procura che ha scoperchiato il
cosiddetto sistema Moggi e la Gea, l'organizzazione presieduta dal figlio,
Alessandro: grazie alle intercettazioni hanno anche cominciato a circolare
nomi di arbitri come Farina e De Santis, che con Pairetto sarebbe indagato,
ex designatori, e moviolisti, e politici e ministri.
Il polverone che si è sollevato è bastato a gettare nel
caos, ma anche nel panico, l'intero sistema calcio: il presidente della
Figc, Franco Carraro, si è fatto da parte, lasciando pieni poteri a Giancarlo
Abete, che si è presentato chiedendo chiarezza, mentre si sono registrate
anche numerose prese di posizione da parte di addetti ai lavori, che da
Moratti a Sacchi, De Sisti a Zamparini, passando per Simoni, Preziosi,
Garrone, Mancini, Mazzone, Spinelli, altri ancora e addirittura, da Santo
Domingo, Gaucci. In casa bianconera, da segnalare la freddezza di John
Elkann, nipote dell'Avvocato, mentre c'è ironia da parte dei tifosi dell'Inter.
Le ultime intercettazioni raccolte dalla Procura di Napoli
servono a spiegare come si realizzava il cosiddetto "sistema
Moggi", ovvero il metodo del direttore generale della Juventus di
decidere le designazioni arbitrali.
Moggi concordava con il designatore Bergamo la gabbia
delle partite di prima fascia e quindi gli arbitri da mandare a dirigere
questi incontri. Un sistema che non riguarda solo la Juventus, ma l'intera
serie A, con l'intento di condizionare l'intero campionato.
Un metodo scientifico che godeva dell'appoggio di vertici
federali, ma non solo. Anche Fiorentina, Milan e Lazio (sostenuta da
Carraro che avrebbe fatto pressioni per le designazioni) sono nel mirino.
Le squadre coinvolte rischiano grosso: la retrocessione all'ultimo posto
della classifica, e quindi in serie B, la revoca dei titoli conquistati
(che possono anche non essere assegnati ad altri), ma anche la
retrocessione in C, perché il comma H permette la retrocessione del club
a uno dei campionati inferiori e non a quello direttamente inferiore.
| Il sequestro di Paparesta |
Dalle intercettazioni emergono le modalità che ha portato
all'accusa di sequestro di persona per Moggi e Giraudo.
Ingargiola: «Cumpà, quello che ho visto io in vita mia non l'ho
mai vista una cosa del genere, cioè entrano Moggi e Giraudo...Moggi
lo minaccia col dito, col dito agli occhi... Tu sei scandaloso, come
è scandaloso il rigore che non hai dato. A Paparesta gli ha detto:
con te non abbiamo fortuna, almeno tu sei quello di sempre...io gli
ho detto a lui (riferendosi evidentemente a Paparesta): ma tu di
queste cose...Dice: acqua in bocca, mi fa, acqua in bocca per
tutti...ripeto a me nun me ne frega niente. Io non ho visto e non ho
sentito, sono cose vostre...».
Lanese: «...problemi vostri sono, è logico, io non c'ero, io non
c'ero...
Ingargiola: »...Io non ho visto e non ho fatto niente, io mi sono
andato...quando questi sono andati a minacciare, io sono andato
dentro il bagno...»
Lanese: «bravo, bravo, bravo».
Poi Moggi fornisce la sua versione:
Moggi: «Ho chiuso l'arbitro nello spogliatoio e mi sono portato le
chiavi in aeroporto...ora li apriranno! Butteranno giù la porta..».
Moggi (al giornalista Damascelli) «...Sono entrato nello
spogliatoio, li ho fatti neri tutti quanti! Poi li ho chiusi a
chiave e volevo portare via le chiavi, me le hanno levate, se no le
portavo via».
Lanese (a Moggi): «lo so, non mi dire, cioè io so tutto perchè
l'osservatore è un mio amico e m'ha detto che t'ha visto entrare,
cosa gli hai detto, dice io che devo fare? Tu, gli ho detto, non
c'ero e ti fai i c... tuoi. Eh, eh, giusto?».
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| Ecco il sistema di Moggi |
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Nuove intercettazioni tra il direttore generale della Juventus e il
designatore arbitrale Bergamo. Moggi discute con Bergamo della
composizione delle griglie relative al turno di campionato. E' il 9
febbraio 2005: la Juve giocherà con l'Udinese.
Moggi: "Ora ti dico quello che mi ero studiato io".
Bergamo: "Vai! ...Vediamo cosa torna con quello che ho studiato
io... Chi ci metti in prima griglia di squadre? Di partite?"
M. "Aspè...fammi piglià il foglietto! Perché io me la son
guardata oggi per bene... Allora, io ho fatto: Inter-Roma,
Juventus-Udinese, Reggina-Milan, Fiorentina-Parma che non può non
essere messa qui; e Siena-Messina"
B. "Sì"
M. "Ho fatto di 5, ma si po' fa' anche di 4 però! Non è che
però Siena-Messina... mi sembra una partita abbastanza importante!
Mi sembra, eh?"
B. "Poi c'è anche Livorno-Sampdoria che all’andata è stato
un casino!".
M. “Sono due squadre che in pratica so un po’ più
tranquille”.
B. “Vabbè, vai, tanto questo cambia poco, se ne po’ aggiungere
anche una volendo, però arbitri per la prima fascia ce ne ho pochi.
Dimmi!”
M. “Io ci ho messo Bertini, Paparesta, Trefoloni, Racalbuto, ci
avevo messo Tombolini, però Tombolini poi ha fatto un casino con la
Lazio, non lo so qui com’è, ha dato un rigore... questi qui erano
gli arbitri che io avevo messo in questa griglia!”
B. “E Rodomonti al posto di Tombolini, no?”
M. “Va bene pure!”
B. “E allora s’era fatta uguale vedi!”
Moggi: “io credo che questa qui possa essere una griglia”.
Bergamo: “Io ce ne avevo 4. C’avevo: Bertini, Racalbuto,
Rodomonti e Trefoloni. E sinceramente Tombolini volevo tenerlo un
turno fermo perché ha sbagliato, sennò questi se non li punisci
mai...”
M. “Guarda, ora ti dico, può darsi pure che mi sbaglio, io pure
c’ho della gente da tenè sotto, no? Se tu, per esempio, non
punisci Collina e Rosetti, gli altri sono tutti autorizzati...”
B. “Ma infatti io Collina e Rosetti non li ho mica messi, eh?”
M. “No, per dirti! Ma gli altri sono autorizzati a dire: "se
lo fanno loro possiamo farlo anche noi"... non ci devono
rompere i (beep)!”
B. “Sì sì infatti che ti ho detto...”
M. “Questa, questa è una legge di gruppo!”
| Moggi, pressioni su Lippi? |
Luciano Moggi avrebbe fatto delle pressioni sul commissario
tecnico della Nazionale, Marcello Lippi.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa è quanto
emergerebbe dall'inchiesta della procura di Napoli attraverso
le intercettazioni.
L'ormai ex dirigente della Juventus avrebbe
"raccomandato" giocatori assistiti dalla Gea.
La circostanza, che non sarebbe ritenuta dai magistrati
rilevante sotto il profilo penale, secondo le indiscrezioni,
sarebbe venuta alla luce in alcune delle numerose
intercettazioni telefoniche disposte nel corso delle indagini,
che sono state avviate nell'autunno del 2004
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| I sorteggi falsati tramite palline
riconoscibili |
Nuove rivelazioni sulle modolità attraverso le quali la
"Cupola" pilotava i sorteggi arbitrali delle
partite.
Secondo quanto ripreso dal Corriere, il meccanismo è stato
verificato da carabinieri in incognito che durante lo scorso
hanno si sono infiltrati, presentandosi come accompagnatori
degli invitati, in tre «cerimonie» per il sorteggio durante
le quali hanno osservato Bergamo e Pairetto .
I due ex designatori di volta in volta, introducevano
nell'urna palline «taroccate» che loro erano perfettamente
in grado di riconoscere. E l'obiettivo dell'accoppiamento tra
partita e arbitro «raccomandato» era garantito. Per ora, nei
confronti di Pairetto e Bergamo non è stata formalizzata
un'accusa precisa riguardo a questi fatti.
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