Cile, morto
Augusto Pinochet
11-12-2006
L'ex dittatore
aveva 91 anni

L'ex dittatore Augusto Pinochet
è morto all'età di 91 anni.
Ne ha dato notizia per prima
l'emittente televisiva Chile
Channel 7. Il decesso del
politico è stato poi confermato
con uno scarno comunicato
dall'ospedale militare della
capitale cilena dove il generale
era stato ricoverato per infarto
miocardico ed edema polmonare il
3 dicembre.
Pinochet è deceduto alle 14:15
ora locale (le 18:15 in Italia),
nell'ospedale militare di
Santiago dove era stato
ricoverato una settimana fa per
un infarto al miocardio e un
edema polmonare. Da allora non
si era più ripreso. Il generale
era anche stato sottoposto a
un'operazione di angioplastica
ma, viste le sue condizioni
disperate, subito dopo gli era
stata impartita l'estrema
unzione.
Un comunicato della struttura
ospedaliera letto pubblicamente
recita: "L'ospedale militare
comunica la dolorosa morte
dell'ex presidente della
Repubblica ed ex comandante in
capo dell'esercito, capitano
generale Augusto Pinochet Ugarte.
Alle 13:30 (le 17:30 italiane) -
si aggiunge - il paziente ha
sofferto un inatteso e grave
scompenso che ha obbligato il
suo trasferimento in condizioni
critiche nel reparto di
rianimazione. Sono state
applicate tutte le misure
mediche possibili per rianimarlo
- conclude il bollettino - ma
non si è ottenuta una risposta
clinica positiva, e la morte è
intervenuta alle 14:15". Gli
ultimi istanti di vita sono
stati trascorsi dal generale
"circondato dai suoi familiari".
Lo ha riferito il dottor Juan
Ignacio Vergara.
I funerali si terranno martedì
con onori militari dopo una
messa funebre nel cimitero dell'Alpatacal
della Scuola Militare del
Libertador Bernardo O'Higgins a
Santiago ma non vi saranno
esequie di stato né sarà
proclamato il lutto
nazionale. La famiglia ha detto
che Pinochet sarà cremato per
evitare qualsiasi profanazione.
La decisione di non celebrare
funerali di stato è stata presa
dal presidente
Michelle Bachelet in persona.
Un modello di dittatura
per il Sudamerica
Nell'ultimo scorcio del
secolo scorso Augusto Pinochet
rappresentò un modello di
dittatura per il Sudamerica. Chi
avesse voluto imparare a
pianificare e a eliminare
l'opposizione democratica non
doveva far altro che consultare
i rapporti di Amnesty
International e leggere quanto
era accaduto in Cile dal 1973 al
1990, anno in cui il generale
lasciò il potere in seguito a un
plebiscito a lui
inaspettatamente sfavorevole.
Pinochet si autonominò,
tuttavia, capo dell'Esercito e
dal 1990 al 1997 quella del Cile
fu una "democrazia sotto
tutela". L'anno seguente riuscì
a farsi nominare senatore a
vita, carica che fu costretto ad
abbandonare nel 2001 dopo le
prove evidenti delle atrocità
commesse sotto il suo regime -
come il ritrovamento di fosse
comuni - nelle carceri, nelle
prigioni segrete dove gli
oppositori erano stati torturati
e poi lasciati morire. Fino a
quel momento il generale aveva
potuto sbandierare un'immagine
di patriota, dedito alla causa
per il suo Paese.
Ma durò poco. Il giudice
spagnolo Baltasar Garzon ne
chiese l'arresto nel 1998 mentre
si trovava a Londra, dove rimase
per agli arresti domiciliari per
oltre 500 giorni. Le accuse
riguardavano anche 94 casi di
tortura. Tornato in patria nel
2000, a Pinochet fu tolta dalla
Corte d'Appello di Santiago
l'immunità parlamentare, ma
l'estradizione in Spagna fu
negata. Da allora il "patriota"
non riuscì a far coincidere
l'immagine che di sé aveva
voluto dare in pubblico con la
realtà, fatta di morte,
sparizioni e abusi.
Furono 3.197 le persone uccise
durante la dittatura, 1.192 i 'desaparecidos',
28.000 quelle torturate.
Un'inchiesta coinvolse Pinochet
per l'"Operazione Condor", il
sistema messo a punto
dall'allora capo dei servizi
segreti cileni Manuel Contreras
che vedeva i governi di Cile,
Argentina, Bolivia, Brasile,
Paraguay e Uruguay coordinarsi,
con l'appoggio degli Stati
Uniti, per organizzare meglio
l'eliminazione fisica degli
oppositori.