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2006

Pena di morte per Saddam Hussein Verdetto dei giudici:
"Impiccatelo"
Ergastolo per ex vicepresidente Iraq
Chiuso il processo per la strage di Dujail nel quale Saddam Hussein
è stato condannato a morte mediante impiccagione. Pena capitale anche
per Awad Hamed Al Bander, ex presidente del tribunale rivoluzionario. A
Taha Yassin Ramadan è stato inflitto l'ergastolo. Quindici anni di
prigione, invece, per altri due imputati: Ali Dieh Ali e Mohammed
Abdullah Ruaid che sono stati condannati per omicidio volontario.
La giuria ha riconosciuto l'ex presidente iracheno colpevole di
crimini contro l'umanità. Il deposto presidente, visibilmente scosso,
ha urlarto "Allah Akbar!" (Dio è il più Grande) e
"Lunga vita alla nazione!". Insieme con Saddam, sono stati
condannati a morte il fratellastro Barzan al Tikriti e l'ex giudice
Hawad Amad al Bandar. L'ex vicepresidente Taha Yassin Ramadan dovrà
invece scontare l'ergastolo. La corte ha inflitto poi 15 anni di carcere
a tre esponenti del partito Baath: Abdallah Khaden Ruweid, suo figlio
Mizhar Abdallah Ruweid e Ali Daeh Ali. L'unico assolto è un quarto
funzionario baathista, Mohammed Azzawi al Alì.
BARZAN AL TIKRITI: IMPICCAGIONE
E' stato condannato a morte per impiccagione, come richiesto dal
pubblico ministero, il fratellastro di Saddam da parte di madre. E'
stato per anni il capo dei servizi segreti, il famigerato Mukhabarat.
Prima di diventare il "5 di fiori" nel mazzo di carte degli
uomini più ricercati dell'Iraq e di essere quindi catturato pochi
giorni dopo la caduta di Baghdad nell'aprile del 2003, è stato nel
suo Paese uno degli uomini più potenti e temuti, come esecutore
materiale della repressione ordinata dal capo dello Stato. Secondo
l'accusa aveva personalmente torturato diversi iracheni.
AWAD HAMED AL BANDER: IMPICCAGIONE
Ex presidente del tribunale rivoluzionario ed ex giudice ha pronunciato
la condanna a morte per i 148 sciiti del villaggio di Dujail processati
sommariamente per il fallito attentato a Saddam Hussein del 1982. Il
pubblico ministero Jaafar al Mussawi lo ha accusato di aver sostenuto il
crimine di Saddam Hussein, ma aveva lasciato al tribunale la
decisione sull'entità della pena.
TAHA YASSIN RAMADAN: ERGASTOLO
Per lui il pubblico ministero aveva richiesto la pena di morte.
Sessantotto anni ed è stato sin dall'inizio della rivoluzione baathista
ai primi degli anni '60 uno degli uomini più vicini a Saddam Hussein,
che lo aveva premiato nominandolo vicepresidente, carica che mantenne
fino al crollo del regime. E' stato inoltre capo dell'esercito popolare
durante la guerra con l'Iran. Le forze americane gli avevano dato il
'titolo' di "10 di quadri" nel famoso mazzo di carte, ma a
catturarlo, nell'agosto del 2003, sono stati i peshmerga del Kurdistan,
una regione dove si era reso responsabile della feroce repressione
voluta da Saddam alla fine degli anni '80, così come nelle regioni
sciite del Sud del Paese.

LEADER PARTITO BAATH: 15 ANNI
Abdullah Kadum Ruwaid, il figlio Mizhir Abdullah Kadum Ruwaid e Ali Dieh
Alì tutti condannati a 15 anni di carcere per omicidio volontario.
Erano all'epoca dei fatti funzionari locali del partito Baath. Mussawi
aveva chiesto, senza precisarla, una condanna più lieve.
SCATTA L'APPELLO
Saddam Hussein e i due coimputati per la strage di Dujial, il
fratellastro al Tikriti e l'ex giudice al Bandar, condannati a morte,
non saranno giustiziati subito. La legge irachena prevede che, in caso
di pena capitale, scatti automaticamente la procedura d'appello. Una
corte di nove giudici valuterà i casi: in caso di irregolarità si
aprirà un nuovo processo. Diversamente, le condanne saranno eseguite
entro 30 giorni.
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