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4/9/2006

Turchia: bomba in un parco,2 morti

Attentato del Pkk, numerosi i feriti

Un civile e un poliziotto sono morti in seguito all'esplosione di un ordigno nel parco di Van, nella Turchia orientale. Altre 14 persone, tra cui un altro poliziotto, sono rimaste ferite. L'attentato è stato attribuito dalle autorità locali ai separatisti curdi del Pkk, molto presente nella zona. L'ordigno era stato nascosto in un cestino dell'immondizia. Ora si teme per nuovi attentati.

Questo nuovo attacco infatti si inserisce in una serie avvenuta negli ultimi giorni soprattutto in località turistiche della Turchia: i morti erano stati tre, i feriti decine. Tutti attentati rivendicati dal Tak, organizzazione separatista diretta emanazione del Pkk. Il più sanguinoso attentato era avvenuto a Antalya, in una zona molto frequentata, piena di negozi (bilancio di tre morti). In precedenza erano scoppiate bombe nella località balneare di Marmaris e a Istanbul (27 feriti).

Una lotta, quella separatista del Pkk, iniziata negli anni 80 e che in vent'anni ha provocato quasi 30mila morti. L'attentato di Van per il momento non è stato ancora rivendicato, ma tutta fa pensare, visti i precedenti, che si tratti di opera del Tak.

28/8/2006

Turchia: quattro bombe, 27 feriti

Rivendicazione gruppo curdo alleato PKK

Sono state tre le bombe utilizzate negli attentati che hanno sconvolto domenica notte la stazione balneare di Marmaris, nel sud della Turchia. Una quarta esplosione è invece avvenuta a Istanbul. In tutto sono rimaste ferite 27 persone, tra cui 10 turisti britannici. Intanto in un comunicato dffuso su Internet, i Tak, sigla dei "Falchi per la Liberazione del Kurdistan", legati al Pkk, hanno rivendicato gli attentati.

L'autenticità della rivendicazione deve ancora essere accertata. I Tak sono legati al Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan già guidato da Abdullah Ocalan ora in carcere, e che reclama l'indipendenza della regione sud-orientale dell'Anatolia dal 1984.

Le quattro esplosioni sono state verosimilmente coordinate. Un attacco che ha fatto ripiombare la Turchia nell'incubo del terrorismo, anche se il bilancio, al momento, non parla di morti. Non vi sono state finora rivendicazioni né si hanno indicazioni sui loro possibili autori. Le televisioni hanno mostrato immagini di ambulanze e veicoli della polizia che accorrevano sui luoghi delle esplosioni.

A Marmaris - nota località balneare del sud, frequentata, oltre che da turchi, da viaggiatori dell'Europa occidentale e russi - secondo l'agenzia ufficiosa turca Anadolu sono rimaste ferite 21 persone, di cui undici turchi e dieci turisti britannici. "Ho avuto conferma di dieci cittadini britannici feriti e ricoverati in ospedale dopo tre esplosioni a Marmaris" ha detto in nottata a Londra una portavoce del Foreign Office. Quattro dei feriti britannici sono in condizioni gravi, ma, secondo un portavoce dell'ospedale, nessuno è in pericolo di vita .

Secondo quanto riferito dalla Cnn turca, il primo attentato ha avuto luogo su un pullmino: una bomba era stata collocata sotto un sedile. L'esplosione, avvenuta mentre il veicolo percorreva una delle strade principali della città, ha causato il ferimento delle 21 persone. Circa tre quarti d'ora più tardi - ha aggiunto la televisione - una seconda esplosione è avvenuta al porto di Marmaris, seguita da una terza in una zona residenziale. In nessuna di queste due esplosioni vi sono stati feriti. Secondo l'agenzia britannica Press Association, oltre all' esplosione a bordo del pullmino, gli altri attentati sono avvenuti davanti a un locale "Fast Food" e presso la sede di una compagnia aerea.

L'attentato a Istanbul è stato confermato da fonte ufficiale. Cemalettin Cerrah, il capo della polizia della metropoli sul Bosforo - capitale commerciale e turistica della Turchia - ha riferito che sei persone sono rimaste ferite per l' esplosione di un pacco bomba. Il responsabile, citato dall'agenzia ufficiosa Anadolu, ha precisato che l'ordigno era stato collocato vicino a una scuola nel distretto di Bagcilar, nella parte europea (occidentale) di Istanbul. Cerrah ha aggiunto che nessuno dei feriti di Istanbul - tutti turchi - è in condizioni critiche

25/6/2006

Turchia, esplosione ad Antalya

Forse una fuga di gas, almeno 4 morti

Una forte esplosione ha causato quattro morti e venticinque feriti ad Antalya, località turistica delle cascate di Manavgat, nel sud della Turchia. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Anadolu. Secondo le prime informazioni, si sarebbe trattato di una fuga di gas, anche se al momento non si esclude nessuna ipotesi. Due delle quattro vittime sono turisti stranieri: si tratta di un norvegese e un ucraino.

 

A rendere noto che tra le vittime c'erano due strnieri è stata la Cnn turca. In un primo momento il bilancio dell'esposione parlava di tre morti. Con il passare delle ore si è aggravato, e nell'ultima dichiarazione rilasciata all'agenzia turca, il vice prefetto di Manavgat, Fikret Dayioglu, ha detto che le vittime sono 4 e i feriti 25.

Dayioglu ha inoltre ipotizzato che a scatenare l'esplosione sia stata una bombola di gas. Le cascate di Manavgat sono un luogo molto frequentato da turisti stranieri, che ogni estate affollano l'omonima città balneare e le località della costa mediterranea turca.

3/4/2006

Turchia, tre morti in un attentato

Ignoti lanciano bombe contro un bus

E' di tre morti il bilancio di un attentato a Istanbul, in Turchia. Alcune bombe molotov sono state lanciate da sconosciuti contro un bus cittadino, provocandone l'uscita di strada. Lo hanno riferito fonti della polizia locale. L'episodio è accaduto al sesto giorno di scontri tra dimostranti curdi e forze di sicurezza in alcune aree a sudest della città turca. Intanto, il totale dei morti nella rivolta è salito a 15.

Non si placa la tensione in Turchia. Le ultime vittime sono state i passeggeri di un autobus urbano colpito da una bottiglia incendiaria nel quartiere periferico di Bagcilar. Una anziana donna, precipitatasi fuori dal veicolo in fiamme, è stata investita da un'automobile ed è morta poco dopo nell'ospedale dove era stata trasportata. I corpi carbonizzati di altre due persone sono stati trovati nella carcassa dell'autobus dopo che i pompieri hanno spento l'incendio. Un'altra passeggera ha riportato gravi ustioni.

Sono ormai sette giorni che gli scontri vanno avanti. Il totale delle vittime è salito a 15 mentre i disordini si sono estesi anche al fuori dell'area a maggioranza curda nel sud-est del Paese. Un ventiduenne curdo è morto e altri tre giovani sono rimasti feriti a Kiziltepe, vicino al confine con la Siria, negli scontri con la polizia. Decine di persone sono rimaste ferite sopratutto tra i membri delle forze di sicurezza.

Gli incidenti, i più violenti registrati nella regione da almeno una decina d'anni, sono iniziati martedì scorso a Diyarbakir, la più grande città nella regione a maggioranza curda, dopo la cerimonia di sepoltura di alcuni ribelli appartenenti al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) morti durante scontri con l'esercito. Nel giugno del 2004 il Pkk, organizzazione separatista illegale, aveva messo fine al cessate il fuoco che aveva unilateralmente proclamato e che osservava da cinque anni. Dal 1984, gli scontri tra le forze governative e i ribelli curdi hanno fatto circa 37mila morti, hanno distrutto l'economia del sudest e spinto alla fuga milioni di persone.
 
Dal canto suo il governo di Ankara rifiuta di negoziare con il Pkk, considerato come un'organizzazione terrorista da Stati Uniti e Unione Europea. Allo scopo di unirsi all'Ue, il governo ha fatto qualche concessione alla minoranza curda, stimata in oltre 12 milioni di persone su una popolazione di 72 milioni. Ankara ha autorizzato la diffusione limitata di programmi in lingua curda da televisioni e radio. Ma la costituzione vieta tuttora l'utilizza di un'altra lingua oltre al turco negli edifici pubblici.

 

 

Un ringraziamento a www.tgcom.it  per le fonti