Gentile da FabrianoSoprannome di Gentile di Niccolò (Fabriano, Ancona 1370 ca. - Roma 1427), uno tra i più importanti esponenti del gotico internazionale. Le notizie sulla sua vita sono scarse e poco sicure: sembra comunque che Gentile abbia avuto la sua prima formazione artistica in Umbria, e qui si sia avvicinato allo stile del gotico internazionale, largamente diffuso. Si spostò quindi in diverse città italiane, elaborando una pittura elegante e raffinata, caratterizzata da una grande ricchezza di dettagli: l'attenzione al particolare più minuto rivela tra l'altro l'influenza che ebbe su di lui l'arte della miniatura. Tra le opere di questi anni, la pala con Madonna e santi, conservata agli Staatliche Museen di Berlino.
Nel 1408 Gentile si recò a Venezia, dove realizzò per la sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale l'affresco con la Battaglia navale tra i veneziani e Ottone III (oggi perduto), che tanta influenza avrebbe avuto sul Pisanello. Risalgono invece agli anni 1415-1419 le decorazioni del Broletto di Brescia, anch'esse perdute. L'adorazione dei MagiSicuramente l'opera che merita più attenzione è l'Adorazione dei Magi, commissionatagli da Palla Strozzi, il più ricco mercante di Roma, per l'altare della cappella di famiglia in Santa Trinità. È una tempera su tavola a più scomparti, poiché la scena centrale occupa tutto il campo del dipinto. L'unica zona non originale del dipinto è lo scomparto destro, asportato dai Francesi nel periodo napoleonico, sostituito da una copia. L'opera è datata 1423 sulla cornice, sotto la scena centrale. Nel dipinto centrale compare Cristo Giudice, ai lati l'angelo annunciatore e la Annunciata. A destra e a sinistra compare un Cherubino fiancheggiato da due profeti. L'artista fa iniziare il proprio racconto in alto a sinistra, per continuarlo verso destra e infine concluderlo in primo piano. La Natività, la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio, fino a giungere all'arrivo dei Magi. A sinistra lo sbarco davanti alla città, attraverso il loro lungo viaggio, il mare con le caravelle, la scia abbagliante della cometa che colpisce i re vestiti d'oro, al centro il lungo corteo della popolazione. Al centro della sfilata i magi, ricoperti di ori dalle varie sfumature, chiacchierano tra loro e nella lunetta destra la scena si svolge all'interno delle mura di Betlemme, dove si arriva sino alla casa della Sacra Famiglia. Qui compare la figura più umile e più vicina alla tradizione evangelica che è Giuseppe. Egli ha solo l'aureola d'oro mentre i magi, veri principi, ne sono quasi ricoperti. L'opera è stata eseguita con una straordinaria minuzia descrittiva, tutto brulica d'oro, tutto è fastoso. Ad accendere gli ori, contribuiscono i colori madreperlacei e una pallida luce dorata che non fa ombre e che fa risaltare i vestiti all'ultima moda fiorentina dei personaggi. |
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