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Civiltà Romana

Gli ultimi scavi archeologici fatti alla periferia di Roma (Castel di Decimo) e sui vari colli (Esquilino in particolare) hanno messo in luce reperti che risalgono anche al tredicesimo secolo a.C., perciò le origini della civiltà romana sono molto più antiche di quanto si è creduto fino a questo secolo. Quando il villaggio romano cominciò ad evolversi guardò con interesse alla civiltà dei popoli vicini, spesso imitandoli (Sabini, Latini, Etruschi, Greci, Fenici, Egiziani, Persiani). Si potrà parlare veramente di arte romana solo dal II sec. a.C., mentre la decadenza inizierà fra il III e IV secolo.

Architettura romana

Roma antica era composta da semplici capanne con basamento in pietra, ma in seguito si sviluppò la città con strade, piazze ed edifici studiati per l’utilità del cittadino e perciò a carattere sociale. Per costruire si adoperavano tre sistemi denominanti opus incertum, opus reticulatum, opus latericium.

L’opus incertum era un sistema costruttivo che adoperava pietre squadrate irregolari, che erano poste a secco, senza calcestruzzo o altri collanti. L’opus reticolatum sfruttava blocchetti in pietra disposti in modo trasversale quasi a formare una rete. L’opus latericium era invece composto da mattoni sottili e piccoli, messi in posizione sfalzata. Quando venne scoperta una calcestruzzo paragonabile in tenuta a quella dell’odierno cemento, queste tecniche costruttive non furono più utilizzate per costruire muri portanti ma per ricoprire quelli edificati con la calcestruzzo.

Infine per le opere di rinforzo venne adoperato il muro a secco, costruito nel modo seguente: venivano alzati due muri a distanza di circa due metri, lo spazio ricavato o intercapedine veniva riempito con piccole pietre, ghiaia, sabbia, malta, cocci ed acqua; poi il tutto veniva pressato fortemente per realizzare un’opera molto resistente.

Edifici tipici

  • Acquedotti: costruzioni grandiose ad arcate con un tubatura a volte anche in ceramica passante nelle parte superiore. Queste strutture usavano l’arco etrusco, che permetteva di sorreggere un grande peso.
  • Anfiteatri: edifici a pianta ellittica, con gradinate nell’interno. Esse erano adagiate, invece che su un’altura come nel teatro greco, sulle mura perimetrali dell’anfiteatro, che erano costituite da tre ordini di archi che permettevano sia di scaricare meglio il peso delle tribune sia di elevare l’altezza dell’anfiteatro. Servivano per violenti e sanguinari giochi, o, allagando opportunamente tutto il complesso, per battaglie navali. Ricordiamo il Colosseo o Anfiteatro Flavio a Roma.


      Il Colosseo o anfiteatro Flavio fu iniziato nel 72 d.C. e inaugurato da Tito nell’80. Prese il nome popolare di Colosseo perché vicino ad esso c’era una colossale statua di Nerone. Era destinato ai pubblici spettacoli e ai combattimenti fra gladiatori e belve che durarono fino al VI secolo. A volte, grazie a specifici meccanismi, venivano allagato e si svolgevano combattimenti navali. Sopra le tribune talvolta erano tese delle tele per proteggere gli spettatori dal sole.
  • Archi di trionfo: sono monumenti ad una o tre aperture (Fornici), servivano per tributare il trionfo a un generale o ad un imperatore. Ricordiamo l’arco di Tito, di Costantino, di Settimio Severo.
  • Terme: sono edifici con piscine ad acqua calda (calidarium), tiepida (tiepidarium), fredda (frigidarium) e con stanze per la ginnastica, bagni di vapore e massaggi. Vi erano inoltre biblioteche, zone ricreative e in alcuni casi uno stadio. Ricordiamo le terme di Caracolla e quelle di Diocleziano.
  • Basiliche: sono monumenti con colonnati ed absidi dove si amministrava la giustizia. La pianta si estendeva longitudinalmente e l’entrata era sul lato lungo. Le navate, che erano delimitate da colonnati, erano tre o cinque e servivano per ospitare i mercanti. Le volte che coprivano il soffitto erano a botte o a crociera, e il controsoffitto era riccamente decorato. Ricordiamo la basilica di Massenzio e quella di Ulpia.
  • Fori: si tratta di un complesso di edifici con porticati, giardini, mercati, templi, biblioteche, ecc. ricorderemo il foro romano, il foro di Traiano e di Augusto a Roma.

Pittura romana

Grazie agli scavi fatti nelle città di Pompei e Ercolano, sepolte da una colata lavica a seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., si possono ammirare esempi di pittura romana ben conservata. Per la pittura su muro si usava la tecnica dell’encausto (ovvero si lasciava seccare la pittura del muro preparato e poi si dipingeva). Gli stili utilizzati erano quattro: il primo era il cosiddetto a incrostazione, che rappresentava superfici pregiate con gusto illusionistico; il secondo era il cosiddetto prospettico, che rappresentava ambienti architettonici utilizzando una prospettiva approssimativa, a modo di clean d’oeil; il terzo è il compendiarlo, che così venne definito da Plinio, significava sintetico, infatti i tratti erano essenziali, come quelli dei pittori impressionisti; il quarto riprendeva il gusto illusionistico del secondo ampliando sia il gusto prospettico sia l’uso di decorazioni. Un’altra tecnica utilizzata era quella del mosaico (ovvero dei tasselli di marmo colorato che venivano uniti insieme), generalmente si riproducevano motivi geometrici, naturalisti ma anche scene figurate. A volte nei mosaici pavimentali erano rappresentate lische di pesce, rifiuti di cibo, ecc. per far credere che il pavimento fosse sporco anche se era pulito, anche qui come una sorta di clean d’oeil.

Scultura romana

I Romani si dedicarono soprattutto al ritratto eseguito spesso a mezzo busto e fedele al vero come possiamo notare nelle sculture conservate nelle terme di Diocleziano. Un altro tipo di statuaria realizzata a figure intere è quella delle statue equestri. La scultura ufficiale preferiva realizzare le statue degli imperatori eseguite in piedi o a cavallo, come la statua equestre di Marco Antonio al Campidoglio.