Impianto del vigneto - Sistema di allevamento e potatura - Il terreno

 

Impianto del vigneto

La fase più delicata e costosa.

Occorre individuare il terreno meglio esposto, di migliore qualità, dal miglior drenaggio, quindi impiantarvi la varietà di uva adatta, del miglior sottotipo (clone) disponibile.

Occorre selezionare il miglior portainnesti possibile (la vite non viene piantata direttamente sul terreno ma su un portainnesto capace di resistere alla Fillossera: parassita animale che si ciba delle radici della vite).

Occorre attendere tre anni affinché si possa raccogliere il primo frutto vinificabile.

 

 

Sistema di allevamento e potatura

La vite viene fatta sviluppare appoggiata ad una spalliera legando il capo a frutto su di un'apposita filiera in metallo.

Infinite le forme di allevamento, i sistemi che la cultura e la tecnica viticola in secoli ha messo a punto.

Ogni anno il viticoltore all'inizio del ciclo annuale pota la vite in modo che la sua crescita si adatti al sistema di allevamento previsto, prendendone la forma.

Con la potatura invernale si fissa il numero di gemme cioè di grappoli da far sviluppare, così determinando la resa per pianta in uva.

Fra i più diffusi sistemi di allevamento vanno ricordati il Gujot, il Cordone Speronato, il Sylvoz, il Casarsa, la Pergola Trentina.

L'antico impianto ad alberello, sprovvisto di sostegni, va via via scomparendo.

 

 

Il terreno

Assieme ad altri fattori concorre a determinare la qualità del frutto.

Occorre che il suo pH non sia né troppo alto né troppo basso (compreso tra 5 e 8,5), che sia ben drenante, che sia capace di fornire l'acqua e gli elementi minerali necessari per lo sviluppo e la nutrizione dei frutti.

Un dato terreno in un certo ambiente può essere particolarmente adatto alla coltivazione di una specifica varietà d'uva, mentre può non  esserlo affatto per la coltivazione di un'altra specie.

Occorre quindi ottimizzare il binomio terreno-varietà per essere certi di raccogliere frutto qualitativo.

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