Il sapore del vino I Con molta attenzione questo ed altro si senta del gusto del vino. Occorre sentire il sapore del vino, valutare il suo equilibrio fra dolcezza, amaro ed acidità. La sua piacevolezza. L'armonia di quantità e qualità dei vari componenti. Le voci costitutive del sapore, la loro singola e diversa forza. Le varie spinte e controspinte, convergenze e sponde, delle diverse vene. Si ricordi che il sapore è il riverbero sensoriale dei costituenti del vino. Si senta la spada acida, la coda amara, la massa morbida. Il timbro e l'armonica multidimensionalità del sapore. Si senta l'acidità del vino con l'acidità in bocca, l'amaro quando si deglutisce, la morbidezza attorno all'uno e all'altro.Ovunque. |
Il sapore del vino II Si senta la freschezza del sapore, la sua parziale o netta evoluzione. Si senta il suo calore di contatto, che nel vino è alcolico grado. Si senta in ultimo in deglutizione il comportamento del del vino sull'ugola, rivelatrice massima di non integrità. Che l'ugola non sia pizzicata dal sulfureo, né punta dall'acetoso. Il tatto del vino: il vino in bocca va palpato. Bisogna sentire la sua fibra, se acquosa o stretta. Se densa o liquida. Si senta il suo peso estrattivo. |
Il sapore del vino III Si senta la densità o la scorrevolezza del contatto con le papille linguali. Tutto questo del vino è il tatto, senso rivelatore precisissimo di consistenza. Per sentire tatto e sapore si movimenti il vino quando è in bocca, si faccia toccare al vino la maggior parte delle sonde ricettive ivi poste, perché ogni zona visitata dà completezza e cangevolezza di sapore. Si senta tutto questo ad occhi chiusi. Lo si senta con tanti piccolissimi sorsini, uno per ogni esame. Si avverta con attenzione il risultato di ogni micro-analisi. Lo si pensi. |