Vino e legno Il legno una volta era l'unico materiale in cui risultasse pratico, possibile e relativamente sano porre il vino. Possibile e relativamente sano perché le botti di legno potevano essere pulite e trasportate. Pratico perché il legno agevolava, con la sua sensibilità alle temperature esterne, i processi di stabilizzazione naturale del vino. Oggi il legno viene impiegato per lo più a fini aromatizzanti, occorre che sia quindi nuovo e piccolo. Ecco le barriques, le piccole botti di vino pregiato (rovere francese, americano, austriaco, ecc.) da 225 litri in cui il vino viene posto per una breve maturazione-aromatizzazione. I migliori vini del mondo sostano da pochi mesi a 2 anni nelle barriques. Le sostanze aromatiche cedute dal legno accentuano la dolcezza del frutto arrecando un'aggiuntiva voce gusto-aromatica: lo speziato balsamico e mentoso. |
La filtrazione Tecnica di illimpidimento e di stabilizzazione microbiologica che consiste nel far passare il vino attraverso un setto filtrante dai pori variabilmente fini. Tanto più stretto il filtro, tanto più limpido e sterile il vino. I filtri più stretti trattengono infatti lieviti e batteri che potrebbero indurre indesiderate rifermentazioni in bottiglia in presenza di residuo zuccherino del vino (vini dolci o equilibrati). |
L'imbottigliamento L'immissione in bottiglia è la più igienica e pratica forma di confezionamento del vino. Le bottiglie sono realizzate in vetro-pretrattato al fine di risultare assolutamente neutro. Le bottiglie vengono preventivamente lavate ed asciugate, quindi immesse nelle moderne linee di imbottigliamento operanti in ambiente sterile. La riempitura e la tappatura avvengono meccanicamente. Sta prendendo piede nei vini di alta qualità l'impiego di tappi in silicone al posto del tradizionale sughero. |