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Giovani Promesse - Promuoviamo i nostri talenti nel mondo!! |
Young promises, we promote our talents in the world!!
Giovanni Allevi

'Joy tour 2007' - La sua musica "contemporanea"
apre la tradizione classica verso le sonorità dei nostri giorni. Il suo
linguaggio emozionale e romantico contiene una nuova intensità melodica europea
e al tempo stesso elementi del jazz e del minimalismo americano. Giovanni Allevi
presenta in un nuovo concerto per pianoforte solo, i brani del suo ultimo album
“JOY” . Questo concerto è inserito nella rassegna "Prato Festival Natale 2006"
organizzata dal Comune di Prato, Assessorato alla Cultura.


BIOGRAFIA GIOVANNI ALLEVI
Giovanni Allevi, compositore e pianista, rielabora la tradizione classica
europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee. La sua musica vuole
essere specchio di questa società multiforme e differenziata e, al tempo stesso,
vuole dare voce alla pericolosa solitudine di chi crea. Il pianoforte diviene il
suo mezzo espressivo privilegiato ( “più vicino all’anima, all’emozione,
all’adrenalina”). Giovanni Allevi è diplomato in Pianoforte col massimo dei voti
al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e in Composizione con il massimo dei
voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Inoltre è laureato, con Lode, in
Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Nato il 9 aprile
1969 ad Ascoli Piceno, Giovanni è figlio d’arte: la mamma Fiorella, cantante
lirica, la sorella maggiore, Stella, una raffinata pianista e il padre Nazzareno
un virtuoso clarinettista e uno stimatissimo didatta della musica (l’unico fuori
dal coro è il fratello minore Bruno con la passione per il basket). Trascorre
l’infanzia completamente immerso nella musica classica: in sala c’è un
pianoforte chiuso a chiave, perché il padre non vuole che Giovanni, che ha
quattro anni, si avvicini alla musica, una strada in salita troppo difficile,
anche se nei momenti di svago Nazzareno sfida il figlio a riconoscere a orecchio
intervalli, scale e accordi. Il piccolo Giovanni individua le note come è in
grado di riconoscere i colori e scopre dov’è nascosta la chiave del pianoforte:
quando non c’è nessuno, inizia un solitario viaggio di esplorazione fra i tasti
bianchi e neri (“Ancora oggi davanti al pianoforte cerco quel suono, quella
voglia di giocare, quella libertà di espressione”). Fra i dischi in vinile
scopre la “Turandot” di Puccini: a sei anni l’ascolta per intero tutti i giorni,
a gambe incrociate sul divano. Proseguono i suoi incontri segreti con il
pianoforte fino a 9 anni, quando in occasione di una recita a scuola esce allo
scoperto con una sorprendente esecuzione di un brano di Chopin. I genitori si
convincono che il figlio debba intraprendere il percorso accademico: studia
pianoforte all’Istituto Musicale “G. Spontini” di Ascoli Piceno con la
professoressa Anna Maria Bucci e si diploma a 21 anni con il massimo dei voti al
Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia (“Dopo il Diploma il mio rapporto con il
pianoforte è divenuto più stretto e passionale. Libero dalle imposizioni
accademiche ho avuto l’impressione che le mie dita iniziassero a correre”).
Allevi scrive tante composizioni, ma le tiene chiuse gelosamente in un cassetto,
e inizia un’intensa attività di concertista classico in Italia. Nel 1991 svolge
l’obbligo di leva nella Banda Nazionale dell’Esercito Italiano: il Maestro della
Banda si accorge del suo talento pianistico e decide così di inserire il
pianoforte solista nel suo repertorio, evento unico e mai più verificatosi nella
storia di questa istituzione. Si iscrive alla Facoltà di Filosofia
dell’Università di Macerata e decide di affrontare lo studio della Composizione
al Conservatorio “G. Rossini” di Fermo. All’esame di ammissione porta una sua
Fuga in stile contrappuntistico, genere musicale che si affronta solo al settimo
anno, e un commissario commenta scherzosamente: “O ha copiato la Fuga, o
Giovanni Allevi è Brahms redivivus”. Naturalmente… non l’aveva copiata! Nel
frattempo frequenta il corso di “Bio-musica e Musicoterapia” del professor Mario
Corradini, nel quale approfondisce la consapevolezza del grande potere che ha la
musica di rendere liberi e di evocare immagini, emozioni e ricordi. Nel 1995
compone le musiche di scena della tragedia “Troiane” di Euripide e al Festival
Internazionale del Dramma Antico di Siracusa vince il premio speciale per le
migliori musiche di scena: è il suo primo riconoscimento ufficiale. Nello stesso
anno, in occasione di un work-shop sul problema dell’immigrazione in Europa, è
invitato come relatore all’Università di Pedagogia di Stoccarda a tenere un
seminario sulla Musica dei nostri giorni (“Nella Musica, l’incontro tra diverse
culture è fonte inesauribile di nuove idee. La diversità non deve intimorire
perché è una irripetibile occasione di crescita”). Durante i suoi concerti,
oltre a brani di Chopin, Bach, Beethoven e Ravel, comincia a eseguire anche
alcune sue composizioni per pianoforte, destando sorpresa e entusiasmo (“Il
pubblico accoglieva con stupore l’esecuzione dei miei brani, ed io un po’ per
gioco iniziavo una strada senza ritorno: da interprete di musica altrui a
esecutore della mia musica, scoprendo in me una travolgente voglia di suonare e
di esprimermi attraverso il pianoforte”). Il consenso ricevuto suscita in
Giovanni l’idea di eseguire un repertorio interamente costituito da suoi brani e
di raccoglierli in un cd.
Nel 1997, il suo lavoro è accolto con entusiasmo da Lorenzo Cherubini in arte
Jovanotti il quale, con la sua etichetta Soleluna, decide di pubblicare il primo
album di Allevi per pianoforte solo dal titolo “13 Dita” (Soleluna/Universal).
Giovanni apre, solo col suo pianoforte, i concerti del tour “L’albero” di
Jovanotti, al Palaeur e allo Stadio Olimpico di Roma, e al Forum di Assago
(Milano) di fronte a migliaia di persone. Dimostra così di essere un talentuoso
musicista e un geniale compositore di musica classica contemporanea: il suo
disco d’esordio riscuote ampi consensi di critica e suscita l’attenzione di
grandi artisti internazionali. La musicista giapponese Nanae Mimura, una fra le
più grandi interpreti contemporanee di marimba solista, in un recital alla
Carnegie Hall di New York esegue alcune composizioni dell’album d’esordio di
Allevi, da lei stessa trascritte per il suo strumento.
Nel 1998 si laurea con lode in Filosofia (“La Fisica giunge oggi alle stesse
intuizioni che ebbero i presocratici e gli orientali: l’Universo è uno spazio
ribollente di energia di cui tutti siamo parte; non c’è differenza tra me e ciò
che mi circonda”). C’è inoltre uno stretto legame fra la sua tesi di laurea (“Il
vuoto nella Fisica Contemporanea”) e la composizione (“il bizzarro comportamento
delle particelle subatomiche nel nostro cervello può dare origine a idee,
melodie e pensieri improvvisi. Come in Fisica c’è il pieno e il vuoto, nella
musica c’è il suono e il silenzio”). Definito anche “il filosofo del
pianoforte”, Giovanni sente di avere una responsabilità nei confronti della
musica, del pianoforte e del Pensiero: inizia a esplorare le misteriose
motivazioni che sono alla base della creazione artistica e del gesto pianistico
(“Suonare il pianoforte è un gesto mistico, che mi pone in contatto con realtà
ignote che non possono essere spiegate, ma solo vissute”). Decide
d’intraprendere la composizione di un nuovo grande lavoro per pianoforte solo:
“La favola che vuoi”, un’opera musicale live (“Voglio che chi ascolta la mia
musica possa viaggiare di fantasia e dare forma ai propri sogni”). Dopo la
laurea si trasferisce a Milano, e nel 2001 si diploma in Composizione con il
massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi”. Nel 2003 pubblica il secondo album
per pianoforte solo intitolato “Composizioni” (Soleluna/Edel), che contiene
anche alcuni brani tratti da “La favola che vuoi”. “Composizioni”, meno
virtuosistico e ritmico rispetto al primo disco, affronta una maggiore ricerca
armonica. Si conferma musicista eclettico e strappa applausi in luoghi musicali
più diversi. Si esibisce, infatti, in prestigiose rassegne concertistiche di
musica classica, in importanti teatri italiani, nei festival di musica rock e
jazz. La consacrazione del prestigio di Giovanni Allevi in campo internazionale
come compositore arriva dal Baltimora Opera House (USA), che gli commissiona la
mastodontica rielaborazione dei recitativi della "Carmen" di Bizet, una delle
opere liriche più amate e conosciute dal pubblico di tutto il mondo.
Il 13 giugno 2004 debutta davanti a una platea internazionale nel suo primo
concerto all’estero, eseguendo “La favola che vuoi” al Teatro Nazionale di Hong
Kong. È il primo passo di una costante maturazione artistica che il 6 marzo 2005
lo vede protagonista al Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold
out, affermandosi come nome emergente fra i compositori più rappresentativi nel
panorama internazionale della musica classica contemporanea. Appena sceso dal
palco del più prestigioso jazz club del mondo, viene invitato a tenere un
seminario sul rapporto fra Musica e Filosofia alla School of Philosophy di New
York. All’inizio del 2005 è insignito del titolo di “Bösendorfer Artist”, dalla
Bösendorfer di Vienna, “per le qualità di interprete sensibile e per la valenza
di livello internazionale della sua espressione artistica”. Il 20 maggio 2005
esce il suo terzo album per pianoforte solo: “No Concept” (Bollettino/Ricordi-
SonyBmg Music Entertainment), che ottiene il Silver Awards, con oltre 30.000
copie vendute in Italia . L’album viene pubblicato anche in Germania, Austria e
Corea. Il 2005 è un anno di grande risonanza internazionale. Il regista
americano Spike Lee sceglie il brano “Come sei veramente” (terza traccia
dell'album “No Concept”) come colonna sonora del suo ultimo spot per la Bmw. Nel
giro di pochi mesi il brano diviene così popolare che la casa editrice Carisch
pubblica con ben sei ristampe successive in meno di un mese, gli spartiti
dell’album, distribuendoli in tutto il mondo. Nel 2006 Allevi intraprende il “No
concept” tour che tocca di nuovo gli Usa, la Cina e l’Europa, concentrandosi
infine sull’Italia. I suoi concerti in giro per il mondo riscuotono una
straordinaria partecipazione di pubblico. I più importanti giornali nazionali ed
internazionali lo definiscono “genio italiano del pianoforte”, il “Mozart del
2000”, il “filosofo del pianoforte”, “modern and free spirit”, grazie alla sua
capacità di “traghettare” il mondo classico alle nuove generazioni, contribuendo
a rinnovare il repertorio della musica colta. Vince anche il “Premio Carosone”
come miglior pianista dell’anno “per il senso melodico del suo pianismo, ma
soprattutto per il suo muoversi oltre ogni barriera di genere, al di fuori di
qualsiasi categoria e definizione". Nell’ agosto 2006 Giovanni è in studio per
registrare il suo quarto album per pianoforte solo. “Joy” (Bollettino/Ricordi-SonyBmg
Music Entertainment) esce il 29 settembre. L’album viene registrato e mixato da
Emiliano Alborghetti al Jungle Sound Station di Milano e masterizzato da Antonio
Baglio al Nautilus Mastering di Milano. Il progetto grafico è a cura di Flora
Sala (Studio Anastasia) e le foto del disco portano la firma di Maki Galimberti.
Il concept della cover è di Giovanni Allevi e Flora Sala.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE
13 Dita (1997)
Composizioni (2003)
No Concept (2005)
Joy (2006)
Official web: http://www.giovanniallevi.it/